inesorabile come l’imu, ogni tanto ritorna la polemica su tripadvisor.
non sono contrario a tripadvisor, come non sono nemico delle guide in genere. ogni cosa può avere la sua utilità, dipende sempre da quello che ci si aspetta e da chi è il fruitore. è il vecchio problema del mezzo, che può essere usato bene oppure male e se non sai come funziona una chitarra hai voglia a soffiarci dentro.
la polemica su tripadvisor, che contrappone chi lo ritiene inutile o perfino dannoso e chi invoca la democrazia del gusto, mi pare inutile. nessuno ha ragione.
il fine ultimo di ogni polemica è quello di procurarsi l’ulcera facendo contemporaneamente pubblicità ulteriore a quanto si detesta. è vero, molti utenti di TA sfogano le loro frustrazioni atteggiandosi a consumati critici gastronomici. consumati spesso lo sono, critici gastronomici manco per niente. immagino sia molto fastidioso per un ristoratore leggere una recensione offensiva. ce ne sono. qualcuno può decidere di rivolgersi alla magistratura, a volte con ragione, ché la violenza verbale non può trovare giustificazione in una bistecca troppo cotta.
dall’altra parte ci sono gli entusiasti, quelli che trovano geniale un panino preparato con il pane del giorno prima o fan-ta-sti-co un gelato dal colore [odore] marcescente. sono coloro che devono convincerti per convincere prima di tutto sé stessi.
è il bello e il brutto dell’internet. ma visto che abolire l’internet pare sia strada non praticabile, sarebbe cosa buona e giusta prendere le distanze, anche e sopratutto se si è parte in causa. prenderle non solo da TA, ma da tutti i social network.
rispondere a uno che ci stronca dicendo falsità? a che scopo? per dargli importanza?
citare la guida di slow food o del gambero rosso per difendersi? epperchémmai?
non credo che, se la cucina è di qualità, le recensioni su TA possano spostare più di tanto la clientela. forse il discorso può valere per i ristoranti di basso profilo, ma credo che per questi ultimi TA sia invece un vantaggio.
la soluzione non c’è. ma ritorno al punto di partenza, ovvero all’individuazione della possibile utilità dello strumento TA.
io ci ho scritto di rado. se lo faccio è solo per dire che nel tale posto mi sono trovato bene. altrimenti taccio. tuttavia mi torna comodo quando mi trovo in una città della quale non conosco i locali oppure quando sto cercando un piatto tipico e non so chi lo propone.
prendo il cellulare e apro TA.
non leggo neppure una recensione.
scelgo dove mangerò guardando le foto dei piatti.
finora ha sempre funzionato.

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