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lasciamo perdere la panna, semimontata, che si rivelerà inutile. nei dolci al cioccolato dovrebbe fornire la grassezza e quel po’ di zucchero che manca all’amaro cacao. e lasciamo perdere il lampone, messo lì a fare da solitario paladino dell’acidità.
quello che importa sta sotto, massa oscura e dall’aspetto estetico discutibile.
è una porzione di torta al cioccolato casalinga, cotta in forno dentro una teglia di terracotta rettangolare [a occhio direi 40×30, spessore di circa tre dita]. ne avevo vista passare una sorella, diretta a un tavolo che mi retrostava. quando ho adocchiato la teglia ho deciso di prenderla.
è un dolce morbido. con la cottura, in superficie si forma una crosta friabile mentre dentro è simile a una mousse di cioccolato amaro. e burro.
burro a strafottere.
una catastrofe calorica, un olocausto al colesterolo, una botta di vita. assaggiandola l’inutilità della panna e la scarsità del lampone diventano lampanti. [ops]. il boccone si impasta languido eppure senza compattarsi, senza attaccarsi al palato. si scioglie, si fonde, cambia la sua essenza mostrando la sua vera natura. che è metafisica.
terminata l’impresa [la foto non rende giustizia alla quantità della porzione, da muratore balcanico], partono le sensazioni stimolate dal cacao che, veicolato dal burro, attraversa il palato e si diffonde in ogni direzione, permea ogni cellula che incontra, massaggia, elettrizza. una beatitudine, di quelle con il battito accelerato e un accenno di ansia, quasi dolorosa.
come dopo avere fatto tantissimo l’amore.

[la femme du boulanger, 3 rue du c. raffali, nice. bistrot da colazioni e piatti unici centrati sul pane a lievitazione naturale. il pane arriva da parigi, ché la tradizione panificatoria dei francesi è tutta da costruire. il locale è aperto da tre mesi, non ha un sito. tocca accontentarsi del trip]
http://www.tripadvisor.fr/LocationPhotoDirectLink-g187234-d7168532-i114289163-La_Femme_du_Boulanger-Nice_French_Riviera_Cote_d_Azur_Provence.html

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