al vinitaly c’è sempre qualcosa da imparare:
– la nuova moda femminile a est di milano impone di indossare una camicetta o una t-shirt o un top o qualunque cosa abbia un generoso scollo a V per mostrare il solco tra le tette. le ragazze più sgamate si fanno aiutare, per lo strizzamento, da un reggiseno a balconcino;
– questa moda a torino non è ancora arrivata;
– il pecorino 2010 di emidio pepe è da ribaltamento in autostrada a centocinquanta;
– da francoli si va per farsi venire il mal di testa senza avere assaggiato una goccia delle sue grappe e per curare la congiuntivite;
– quest’anno il gran premio del vin santo del chianti classico lo vince isole e olena con la versione 2005. visto lo scarso livello della concorrenza devo seriamente considerare l’idea di accendere un mutuo per comprarmi bottiglie vecchie: denominazione, ahimè, in declino;
– c’è una particolare razza di femmine disegnata col cad [cit.] che apparentemente vive solo in cattività. e precisamente nei quartieri fieristici, durante le manifestazioni. mi chiedo dove le mettano nel resto dell’anno;
– il tenores 2009 di dettori è diventato talmente buono da farmi piangere quelle lacrime salate che ritroverò a pizzicarmi le labbra bevendo il suo moscadeddu 2011;
– quando si richiede a un gruppo di persone di rispondere a una domanda con un gesto, dire “alzatevi le mani” suona molto meglio di “alzate la mano”;
– per assaggiare i vini di bressan senza impiegarci sei ore è preferibile essere una ragazza. meglio se carina;
– alcune ragazze sono più grosse di altre;
– nel recinto del vivit ci sono tante cose interessanti, compresa una fanciulla francese, di montagna, carina, agitata, molto simpatica, con gli occhi azzurri, con gli avambracci pelosi;
– il recinto del vivit sembra uno zoo sovraffollato. l’immagine che ho è di quel piccoletto che, come un furetto, si incunea tra me e il tizio che avevo davanti, al banco di amerighi, per catafiondarsi al banco di a’vita tagliando trasversalmente la coda che si era formata lì. francesco de marco vede la scena, intercetta il mio sguardo perplesso, ci sorridiamo;
– nel recinto del vivit ci sono tantissimi vini minerali;
– però ora basta parlare del recinto del vivit;
– la famiglia vajra è sempre sorridente [bugia: lo sapevo già];
– il mio vino preferito prodotto nel 2011 nelle graves bordolesi è figlio di michel rolland. questa scoperta, fatta solo dopo l’assaggio, dimostra una volta per tutte che di vino non capisco una fava;
– giampi va a dormire senza togliersi la cravatta;
– buoni i vini di tenuta di trinoro. buoni, eh. proprio buoni. ma mi sfugge il loro senso;
– non capisco quei produttori che vanno alle manifestazioni e portano quasi solo campioni di botte;
– abbracciare dei maschi senza intenti sessuali può essere bellissimo;
– i miei chianti classico restano quelli di san giusto a rentennano e isole e olena;
– che bell’uomo che è ernesto dellapiana;
– i primitivi di moio sono caldi come il fuoco. non sono i miei vini preferiti. eppure assaggiandoli mi sono vergognato di avere bevuto, un paio di mesi fa, il maiatico 2001 senza mio padre;
– fino a ieri pensavo che se fossi rinato avrei sposato una sciampista. da ieri l’ho sostituita con una standista;
– francesco guccione è molto simpatico, parla con calma e lucidità e ti guarda negli occhi. i suoi vini sono pieni della sua personalità. fosse più facile trovarli senza doverne ordinare due casse sarei un uomo [quasi] felice;
– a proposito di vini siciliani, molto buoni quelli di gulfi;
– dormire non è sempre necessario;
– ottima idea lo stand del lessona con tutti i produttori riuniti;
– nicoletta bocca si è tagliata i capelli;
– bello incontrare la truppa de le piane. bello il loro bancone made in chiaretta;
– bello passare del tempo [tanto o poco] con christoph, con daniele, con jeffrey, con max, con;
– alessandro morichetti è veramente incredibilmente sensibilmente palesemente notevolmente dimagrito. ma la prova costume lo vedrà comunque sconfitto;
– oggi mi metto a dieta anche io;
– no, meglio domani.

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