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non so se capita anche ad altri, ma a me talvolta succede di ricordare, anche molto nitidamente, qualche cosa che nella realtà è tutta diversa.
è un’esperienza sia buffa che straniante, che mi fa sentire pure un poco stupido con me stesso. e può riguardare un bacio sotto la luna piena come un bicchiere di vino bianco.

all’ultimo wine festival di merano, assaggiando nuove o meno nuove annate, un amico mi suggerisce di provare il phineas.
che è un brut metodo classico prodotto da arunda vivaldi, piccola ma brillante azienda vinicola dell’alto adige.
conosco loro, non ho mai sentito parlare del phineas.
non mi soffermo su colore e bollicina, ché luce e luogo e tempo non sono l’ideale per. così infilo quasi subito il naso nel calice che mi porgono, venendo investito da inconsueti e intriganti profumi salmastri. prendo un sorso di vino e, mentre mi ritrovo a pensare che la secchezza sembra più da extra-brut che da brut, rilevo una acidità sostenuta e una carbonica corroborante. il finale è di lunga persistenza, salato, davvero molto buono. mi sorprende. tanto che, tornato a casa, cerco il phineas e ne compero qualche bottiglia.
una delle quali ho stappato domenica per accompagnare un rombo cotto in forno con brodo vegetale.
[chiedendomi: ma il phineas non sarà troppo sapido per il rombo?].
solo che.
stappo e verso nei bicchieri un liquido dorato, di oro antico, denso, percorso da bollicine fitte e abbastanza fini.
annuso alla ricerca della mia memoria.
e non la trovo.
[ohibò].
trovo, invece, la frutta. nettissima e matura.
macedonia di pesca gialla con il miele di acacia al posto dello zucchero e, sopra, un trito di cedro candito e mandorla dolce.
l’assaggio rivela un corretto residuo zuccherino minimale [da brut] e una buona acidità a sostenere la già solida struttura. [azzardo: chardonnay].
complessivamente il vino è molto buono. profumato, riempie la bocca dalla lingua al palato confortandola senza strapazzi.
ma non è affatto il vino che ricordavo.
così mi documento.
la guida bibenda 2013 dell’ais conferma il presente: frutta (pesca macerata), torrone, miele, pistacchi, brandy e lievi note di legno.
[il pistacchio ci sta, mentre il brandy non mi pare. ma va bene lo stesso].
vitigni: chardonnay, pinot bianco, assyrtico.
il quale ultimo è un vitigno greco a bacca bianca che cresce bene dove fa tanto caldo e c’è poca acqua.
[greco. in alto adige. dove un’azienda la cui cantina sta a 1.200 metri slm coltivi l’assyrtiko proprio non so dire].
vado sul sito di arunda vivaldi a cercare il phineas.
e.
non lo fanno più.
cioè.
ad aprile lo degorgiano, a novembre lo portano a merano e due mesi dopo lo eliminano dalla gamma aziendale.
cosa ho in cantina ora mi è chiaro.
ma quello che avevo nel bicchiere due mesi fa? era davvero il phineas?
[diventerò pazzo, lo so].
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